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Flavio Manieri

nato a Roma, il 23 Aprile 1940
Tel 06 3701059 Fax 063700508
manieri@uniroma3.it


Presidente della Forisma

E-Mail: presidente@forisma.it

 

Psicologo clinico e psicoanalista, si è dedicato alla ricerca scientifica, alla poesia e alla saggistica.
Professore, per oltre un trentennio, di Psicologia dell'educazione, di Psicologia della formazione  e di Psicologia del linguaggio e della comunicazione, nell'Università "La Sapienza" e poi alla Terza Università di Roma. Qui ha diretto il Laboratorio di  Clinica della formazione e iniziative sperimentali di psicoterapia per studenti.  Direttore di ricerca nel settore della psichiatria, della psicologia clinica e della clinica dei processi collettivi. Tutta la sua attività di ricerca scientifica è stata orientata dalla necessità di contribuire a produrre conoscenze corrette e ben fondate, al fine di orientare le decisioni e l’impegno nell’azione sociale e d'incrementarne la consapevole responsabilità.
Visiting professor nelle università di Princeton e Yale (USA), al termine degli anni '970. Dai primi anni del decennio ha insegnato Metodologia e tecnica della ricerca psicologica nell'Università di Urbino, e Psicologia evolutiva nelle facoltà di Magistero e di Medicina dell'Università di L'Aquila.
Ha vinto il concorso per professore ordinario presso università italiane ed ottenuto la relativa nomina. Ha finito, tuttavia, per rifiutarla dimettendosi, in linea con i risultati dei suoi studi e con le sue conseguenti convinzioni. Le sue ricerche, per una buona parte dell’ultimo quarto del ‘900, lo hanno confermato in una percezione depressiva della qualità sostanziale e dei possibili destini della nostra università (Pantere e vecchi corvi, 1993). L’università vi emergeva - in particolare, per la povertà diffusa degli insegnamenti, per la qualità media degli insegnanti, per l’endemica corruzione, per la promozione del servilismo - quale area diseducativa per i giovani: Una sorta di enclave di sottocultura burocratica e di distorsione etica, con pratiche e vissuti interni, “di fatto” separati, dalla normale influenza dei nostri principi costituzionali.
Ha fatto parte fra il '59 e il '66 della neoavanguardia e del primo Gruppo '63 , pubblicando - presso Lerici - Modi (1965). Intensa è stata da sempre e permane la sua azione nel segno delle libertà concrete e dei grandi temi della difesa civile. Fin dai contatti con Sartre e con l’engagement anticolonialista, per la liberazione dell’Algeria (primissimi anni ’60), alla cofondazione del CODACONS (vent’anni dopo). Del primo Codacons (Coordinamento delle Associazioni per la difesa degli utenti e dei consumatori) egli è stato “garante morale” e poi presidente nazionale, seguendo con particolare interesse i problemi della Cultura e dell’Istruzione.  Un Codacons, il suo, ispirato esplicitamente alla morale “in prima persona”, e al coraggio civile, di Karl Kraus.  Ha diretto negli anni 1967-68 la rivista Crisis.  

2.
Flavio Manieri vive e lavora a Roma, dove è nato nel 1940 e dove ha presieduto lo IICA (Istituto Internazionale per il Consumo e l'ambiente) (1989-1991) e  diretto fra il 1991 e il 1999 la relativa AREASOCIALE.  Presiede attualmente il FORISMA (Istituto di Studi e Ricerche avanzate sulla Formazione e sulla Comunicazione Umana). Il FORISMA ha recentemente gemmato una seconda divisione, dedicata agli studi e agli interventi nel settore della Clinica sociale e nella Clinica del lavoro. Le due sezioni hanno loro proiezioni su Internet, ai siti web www.forisma.it e www.reviewsforisma.it .
è stato membro - dal 1994 al 2004 - del Consiglio Consultivo degli Utenti e del primo Consiglio Nazionale degli Utenti, presso il Garante per l'Editoria. E' stato nominato membro del primo Consiglio per la qualità della Rai, relativo ai minori (ex. Art.6, Contratto di Servizio fra lo Stato e la Radiotelevisione italiana). Ha presieduto lo ISIS, Istituto per lo Studio e la Ricerca Sperimentale sull'Immaginazione (1980-1990) e il Centro Studi sull'immagine pubblica (1980-1985). Nel passato, è stato segretario generale dell'A.I.P.U.R., Associazione Italiana Professori Universitari di Ruolo.
Dalla fondazione (1969) fino al 1980, Flavio Manieri è stato direttore editoriale della Newton Compton Editori. Nella Newton Compton ha diretto personalmente la collezione dei Saggi, quella di Psicoanalisi, e per un certo tempo quella di poesia e quella dedicata agli autori marxisti. Dal 1964 al 1971 ha diretto i servizi psicologici del Centro Internazionale d'Ortopedagogia, collegato con la C.E.E., dove ha iniziato la sua pratica psicoterapeutica e poi psicoanalitica.

3.
Una diecina di anni, di qua e di là del sessantotto, sono stati dedicati da Manieri alla propria esperienza psicoanalitica, a studi e a lavori esclusivi sulla psicoanalisi, e alla pubblicazione delle opere di Freud, di Jung e di Adler. La pubblicazione di Freud avvenne – appunto - in una nuova prospettiva critica (traduzioni tematiche, in “economica”:“lo spaccio di Freud”). E in una dimensione di “nuovo consumo culturale diretto”, “diffuso” e di “rilettura innovativa”. In particolare, linguistica. Sotto il profilo linguistico egli era stato allievo di Alfredo Schiaffini, che lo aveva messo in contatto con una tradizione di studi che va da Vossler ad Auerbach e a Leo Spitzer, di A. Pagliaro per l’indoeuropeo,  di Perrotta e allievi (Gentili, Morelli) - con cui si era giovanissimo accostato alla filologia classica tedesca ed alla sua critica culturale -, e di Giacomo Debenedetti, la cui attenzione e la cui lettura testuale erano nutriti da  uno straordinario vissuto psicoanalitico. Schiaffini lo aveva incoraggiato ad orientarsi verso studi tecnici, verso la medicina e la psichiatria. Debenedetti, frequentato non solo come professore, ma – grazie a Giuseppe Ungaretti – anche come riferimento culturale, presso la direzione de Il Saggiatore, fu mediatore dallo studio di via Veneto non solo dell' "ispirazione" psicoanalitica, ma oltre, del primo contatto fra Manieri e Alfredo Giuliani, e quindi con il “Gruppo ’63” romano (Manganelli, Balestrini, ecc.). A quanto detto, si aggiungevano studi, pratiche creative, e scambi con le neoavanguardie europee, fra le quali il “Gruppo ‘63” si poneva.
La progettazione della traduzione della Newton teorizzava “finalmente la diretta messa a disposizione quanto più completa del materiale freudiano”, e la “sua sottrazione al consumo banale, prude, salottiero”, allora in aumento. Quelle introduzioni avevano un aspetto, non di rado, provocatorio, negandosi all’atteggiamento “esplicativo” e “complessificando, piuttosto, la loro fonte”: apparendo talora “più difficili” dello stesso Freud che si andava “troppo facilmente” a consumare. Consumo di massa sì, ma con aumento del processo effettivo di insight, di riflessione progressiva sul linguaggio, e non quale riduzione formulare, in slogan. Tutto questo ha costituito un lavoro decisivo per la cultura inamidata del tempo, che difendeva “sclerotiche forme proprietarie” e sussiegosi “orti conclusi”. Lo faceva per “rispetti di campo” che andavano ben oltre le leggi, e in nome di pretese qualità, snobistiche, non giustificate. Al contrario, quel metalavoro – avvenuto nel tempo, attraverso letture e riletture dei testi, da parte dei traduttori - ha influenzato e arricchito, di nuova sensibilità, la pratica clinica, come è testimoniato da alcuni testi, fra i quali Massucco Costa, Musatti, Manieri, Morpurgo, Psicoanalisi e marxismo, Roma,  Newton Compton, 1975; Manieri, F., Relazione al Congresso italiano di psichiatria, Palermo, 1972: poi introduzione a S.Freud, Casi clinici, Newton Compton.
Da un certo punto in poi, la rilettura innovativa si è nutrita dell’incontro, dell’analisi e dei controlli con Jacques Lacan, a Parigi, e dello studio critico della tradizione fenomenologica e strutturalista che attraversava il discorso lacaniano. E consentiva di confrontarsi in modo tecnicamente agguerrito, nell’ analisi dei linguaggi  opachi dei poteri, con le intuizioni decostruttive di Derrida. Sicuramente, comunque, fuori dalla corta e parziale – ma non del tutto “inventata”- critica di Sokal.
Negli anni ’960 e ’970 del novecento, il lavoro e la produzione in campo clinico psicoanalitico, la poesia e la lettura politica di una società in vivace trasformazione, sono stati – dunque - preminenti nell’opera di Flavio Manieri. La poesia, l’analisi linguistica hanno poi costituito un filo conduttore latente, ma non solo privato, nella sua storia personale. Con l’inizio degli anni ’960 l’engagement  sartriano, in politica, si è articolato con una serie di approfondimenti sperimentali, in vista di nuove metodiche di ricerca. Per gli psicologi sperimentali erano, infatti, allora disponibili modelli basati su tecniche rigide, molto costose in termini di impegno e poco produttive. Egli si è allora dedicato a studi sui processi di formalizzazione della ricerca complessa, sulle dimensioni logiche della matematica, sui possibili sviluppi statistici multidimensionali della costruzione-valutazione d’ipotesi, provenendo dall’esperienza partecipata di ambedue le rive, quella “etica” e quella “formale”, della riflessione wittgensteiniana. Dal Tractatus all’analisi del linguaggio comune, alla sfida dei suoi limiti conoscitivi, al gioco linguistico, fino al suo approdo “psicoanalitico”. Incuriosito, ma con molti limiti, dai risultati dei suoi epigoni neopositivisti, e dagli sviluppi dei loro esiti fisicalisti nell’ Enciclopedia internazionale della scienza unificata.
D’altro lato, studi condotti insieme ad Angela Massucco Costa, gli facevano rivolgere un'attenzione particolare a psicologi sovietici, come Lomov e Ananiev. In particolare – per quanto riguardava Manieri -, tali studi erano interessati alla loro impostazione autonoma della teoria dei sistemi. Sembrava, allora, che quella impostazione autorizzasse lo studio di processi complessi, per via di verifiche combinatorie sistematiche e gerarchiche delle singole ipotesi elementari, atomiche. Si poteva almeno fondare autonomamente una giustificazione dell’ipotesi, da sottoporre a verifica. Alcuni studi clinici sul rapporto fra tipologie di diagnosi psichiatriche (Kraepelin vs Bleuler) e immagine di pazienti depressivi o maniacali (tratti mimici e non mimici del volto) furono condotte. La statistica andava allora proponendo nuove tecniche complesse dell’analisi della varianza nested, nuovi sviluppi applicativi dell’analisi fattoriale e l’uso della metrica del chi2 nell’analisi delle corrispondenze, promossa per l’analisi dei dati da Benzecri. Questo consentiva verifiche di ipotesi più complesse che in passato, e lo studio di eventuali parentele o profili di discriminazione fra gruppi di soggetti o di fenomeni, all’interno di popolazioni di dati.
Il suo lavoro – dagli anni ‘980 - si è prevalentemente orientato allo studio dell'immagine e dell'immaginazione umana. Questo si è esplicato, sia al livello dei meccanismi cerebrali sia a quello delle rappresentazioni psichiche e delle produzioni formali. In particolare, con gli studi encefalografici sul fenomeno del sogno, e con quelli sulle condizioni operative, probabilistiche e temporali dei codici automatici che trasformavano il fenomeno fisiologico (scatenamento di catecolamine dal tronco cerebrale, attivazione della corteccia visiva e di processi di retrieval e di rehearsal “proposizionali”), in fenomeno psicologico (l’organizzazione di una storia sequenziale, il racconto del sogno).
Dopo il 1985, gli interessi si sono indirizzati in quattro direzioni spesso interagenti fra loro, con analisi sempre sorrette da ricerche originali di tipo empirico e sperimentale: A) Una direzione di analisi psicologico sociale e clinica dei vissuti, in particolare nel settore delle patologie  – individuali e collettive – connesse con l'istruzione, la cultura, la comunicazione, il lavoro; B) Una direzione di analisi delle dinamiche formative, in condizioni di degrado istituzionale; C) Un terzo orientamento ha riguardato lo studio delle didattiche sociali implicite, regressive, virali che stanno cancellando il senso storico della democrazia, svuotando in essa la funzione della politica, ridotta a pura strategia di dominio; D) Una quarta direzione di analisi dei processi creativi, coinvolti nella scrittura e nei fenomeni legati all’elaborazione poetica e critica. Egli ha fondato, per questo, a Roma nel 1993 il Centro per lo studio scientifico del testo creativo.

4.
Flavio Manieri è Autore di alcuni volumi (fra gli ultimi: Decomposizione e Destino della politica (Nani morali, controlli virali, nuove democrazie esecutive) (2008. In uscita). Lineamenti di didattica sociale regressiva (Roma, 2005), Principi di didattica minima (Roma, 2004), Ordini, prassi, saperi della formazione, in due voll. (Roma,  2001 e 2002). Sotto la libertà nulla, sul progressivo degrado delle libertà costituzionali in Italia (Roma, 1993). Infine: Pantere e vecchi corvi (Lecce, 1993), su quindici anni di svuotamento del significato culturale, e sulla costruzione d'un sistema servile per le nostre università, e Verde verticale '90 (Milano, 1989), sul rapporto fra spazio, visualità e scrittura nella poesia italiana dagli anni sessanta all’ultimo decennio del ‘900. A questi si aggiungono oltre un centinaio di lavori empirico-sperimentali e di saggi. Egli è stato direttore del Giornale Italiano di Psicologia Clinica/ Italian Journal of Clinical Psychology, condirettore di Psicologia e società , Rivista Italiana di Psicologia Sociale e, per qualche tempo, nello staff di direzione scientifica di Rinascita della scuola.
Oltre a Modi (1965), ha poi pubblicato altri volumi di poesia, da Où (Roma, 1988) a Locus caeruleus (Pescara, 1993), e ha collaborato con le più rilevanti riviste di poesia e d'arte d'avanguardia, da Tool, Ex, Marcatré fino ad Anterem, dove è uscito negli anni ‘990 il primo gruppo di composizioni della raccolta Bombay. Quanto a Verde verticale ’90. Spazio, visualità e scrittura nella poesia italiana,si tratta di una lettura del processo di creazione poetica nel nostro paese, nella prospettiva critica e di discussione aperta all’interno del postderridismo americano della “Scuola di Yale”. La prospettiva critica si è, appunto, maturata durante il periodo d’insegnamento di Flavio Manieri negli States.

Ha avuto collaborazioni giornalistiche. I suoi articoli sono comparsi nelle pagine di cultura dei quotidiani Momento Sera, Paese Sera e Secolo XIX di Genova.
Ha ricevuto il premio per la cultura della Presidenza del Consiglio nel 1996. Lo ha ricevuto, una seconda volta, nel 2002.

 

LAVORI PUBBLICATI:

  1. VOLUMI. Scientifici (vai), Letterari (vai)
  2. LAVORI EMPIRICI E SAGGI. Sientifci (vai), Letterari (vai), Politici (vai)
    1. Lavori empirico-sperimentali e saggi sull’educazione umana.
    2. Lavori empirici e saggi su contesti e strumenti formativi.
      A) Lavori sull'Immaginazione e sull'immagine sociale.
      B) Lavori  di psicosociologia istituzionale  e di psicologia sociale.
      C) Scritti metodologici.
      D) Scritti  di storia della psicologia.
      E) Scritti sull'elaborazione freudiana della psicoanalisi. 
      F) Scritti su psicologia e dinamiche collettive.    
      G) Scritti su psicologia formativa, arte e letteratura.


FUNZIONI SVOLTE e RICONOSCIMENTI

1996

Premio per la cultura
Relativo alla saggistica
della Presidenza del Consiglio dei Ministri
della Repubblica Italiana

2002

Premio per la cultura
della Presidenza del Consiglio dei Ministri
della Repubblica Italiana
per l’opera Ordini, prassi, saperi della formazione, vol. 1 e vol. 2, Roma, Anicia, 2001.

2003 -

Membro del Consiglio per la qualità della RAI Ex  Art.6 del Contratto di servizio fra lo Stato e la Rai.

2001-2002

Membro della Sede permanente di Confonto fra Rai e parti sociali (Convenzione Stato-Rai Radiotelevisione Italiana). 

2000 - 2005

- Membro del Consiglio Nazionale degli Utenti. Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni  - Nominato su designazione delle associazioni nazionali per il quadriennio 2000-2004 e rinominato su nuova designazione nel mese di aprile 2004 per il quadriennio 2004-2008.

2000 -

- Direttore I.I.C.A. AREASOCIALE e Formazione- Istituto Internazionale per il Consumo e l’Ambiente.

1999 -

- Presidente del FORISMA. Istituto di Studi e Ricerche avanzate sulla Formazione, sulla.Comunicazione e le loro patologie. Roma.

1999

- Candidato dalle associazioni del consumerismo italiano quale capolista per le elezioni europee del 13 giugno 1999.

1996 - 2000

- Presidente nazionale Codacons (maggio 1996 - giugno 2000)

1995 - 1996

-Membro del Consiglio di Presidenza nazionale del Codacons (Coordinamento delle Associazioni per il Consumo e l’Ambiente), con funzione di Garante morale  .

1995 - 1999

- Direttore del Dipartimento Istruzione e Cultura, Codacons.

1994 - 1997

 

1997-2000

- Componente del Consiglio consultivo degli utenti presso il Garante per la radiodiffusione e l'editoria (dal 17 marzo 1994 - 1997).
Rinominato dal Garante prof. Casavola nella funzione di Consigliere per il triennio 1997-2000.

1992-1993

- Direttore del Dipartimento psico-educativo dello I.I.C.A..

1989-1992

- Presidente della Fondazione I.I.C.A. - Istituto Internazionale per il Consumo e l'Ambiente. Dove ha fondato il settore Areasociale e Formazione.  Con iniziative rivolte alla didattica della nuova legislazione sui diritti degli utenti e consumatori, per docenti di diritto delle scuole superiori (Come era già accaduto nell’ambito del Codacons e con la collaborazione dell’Università LUISS).

1989 -1994

- Executive Editor del Giornale Italiano di Psicologia Clinica e della Cultura./Italian Journal of Clinical and Cultural Psychology.

1986 - 2000

- Presidente dell'A.I.D.C.S. ( Associazione Italiana per i Diritti Civili nella Scuola).

1985-1986.

- Segretario generale dell'A.I.P.U.R. (Associazione Italiana Professori Universitari di Ruolo) per il 1985-1986.

1981-1985

- Membro del comitato direttivo nazionale della Divisione di Psicologia clinica della S.I.Ps., Società Italiana di Psicologia.

1981-1983

- Direttore dell'Istituto di Psicologia dell'Università dell'Aquila.

1980-82 e 1994-96

- Membro di Commissioni scientifiche d’Ateneo.
Ha fatto parte della Commissione scientifica d'Ateneo dell'Università dell'Aquila per gli anni acc. 1980-82, ed è stato nominato membro della relativa commissione ristretta. Ha fatto parte della Commissione Scientifica della Facoltà di Magistero. Ha fatto parte della Commissione scientifica d'Ateneo della III° Università di Roma (1994-1996).

1980-1987

- Direttore dell'I.S.I.S. , Istituto per lo Studio e per la Ricerca Sperimentale sull'Immaginazione e sul Sogno, Roma.

1978 - 1991

- Condirettore (con A. Massucco Costa, G. Canziani, E. De Grada, F. Morino Abbele, F. Traina, G. Villone Betocchi) di Psicologia e Società, Rivista Italiana di Psicologia Sociale.

1977-1983

- Consiglio direttivo della Sezione regionale Lazio della S.I.Ps., Società Italiana di Psicologia
Ha fatto parte per due trienni consecutivi (1977-1980, 1981-1983) del Consiglio direttivo della Sezione regionale Lazio della S.I.Ps., Società Italiana di Psicologia, al cui interno è stato responsabile del settore di Psicologia clinica e del settore relativo alla Ricerca scientifica.

 1977, 1979, etc.

- Cura e responsabilità di settori scientifici di congressi.
Ha curato settori di lavoro scientifico in Congressi nazionali (Cfr. i Programmi dei Congressi nazionali degli Psicologi Italiani di Viareggio, 1977  e di Arcireale, 1979) .

1974-1975

Lavoro di sperimentazione sul campo nel mondo della scuola.
Un lavoro sperimentale sulla formazione psicologica dei maestri elementari  in servizio e sulla possibile costituzione di gruppi di lavoro, di decisione e di ricerca, costituiti da maestri con esperienza comune nelle dinamiche profonde di gruppo, è stato condotto nel corso del 1974-1975 presso il Circolo didattico di Lunghezza-Corcolle, alla periferia di Roma.

1974-1983

 

 

 

1990-1995

- Direttore presso l’Università di L’Aquila e poi presso l’Università di Roma di un Consultorio psicoterapeutico universitario.
Ha diretto dal 1974 al 1983, presso l'Istituto di Psicologia dell'Università dell'Aquila, un Consultorio psicoterapeutico, individuale e di gruppo, rivolto agli studenti dell'Università.  Ha avuto (1990-1995) la responsabilità, presso il Dipartimento di Scienze  dell'Educazione (Univ. "La Sapienza" e poi III° Università di Roma), di un Consultorio con finalità scientifiche, rivolto ai problemi di personalità e d'apprendimento dei ragazzi nel periodo universitario.

1969-1978

- Direttore editoriale della Newton Compton Editori.
- Responsabile di attività editoriali specialistiche.
Ha curato fra il 1969 e il 1978 Collane editoriali dedicate alla Psicologia, come la Biblioteca di Psicologia e Psicoanalisi e la Biblioteca dei Saggi della Newton Compton, che consta di circa centocinquanta volumi.

- Ha curato la progettazione editoriale e i lavori introduttivi della prima edizione economica delle opere di Freud in lingua italiana. Ha curato la progettazione di opere di C.G.Jung e il piano generale della traduzione italiana delle opere di A. Adler.

1969-1975

Direttore dei servizi psicologici e psicopedagogici del Centro Internazionale di Ortopedagogia.
Il Centro Internazionale di Ortopedagogia era organizzato, all'interno di un programma CEE, dalla Associazione di scuole private e parificate A.N.I.N.S.E.I.

1968-1971

- Psicologo infantile  presso l'Ufficio d'Igiene del Comune di Roma, Servizio IV, 1968-1971. In questo periodo, ha prestato la sua opera presso Consultori psicopedagogici di scuole elementari e medie, e presso Scuole "speciali" per handicappati fisici e psichici (ad es. Leonarda Vaccari e Vittorino da Feltre).

1968-1971

Psicologo nelle equipes  socio-psico-pedagogiche del Comune di Roma.

 

-  Iscritto all’ordine degli Psicologi del Lazio (n.33).
-  Iscritto all’Albo degli Psicoterapeuti.
-  Membro della Siped. Società Italiana di Pedagogia.
- Membro della SIRD Società Italiana di Ricerca Didattica.

 

Citazioni sulle attività scientifiche e civili del candidato:

Capitoli e ampie citazioni sulle connessioni fra attività scientifica e civile a favore dei cittadini,
sul tema delle didattiche informative pubbliche, sono contenute nei volumi:
-  Roberta Gisotti [2002], La favola di Auditel, Roma, Editori Riuniti.
-  Giulio Gargia [2003], L’arbitro e il venduto, Roma, Editori Riuniti.